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Pensieri liberi

libri, Pensieri liberi

Prima presentazione ufficiale del libro “Il mistero della tazza da te’ “

19 luglio 2017

Ed eccomi qui con la bella notizia. Venerdì 21 luglio, data da imprimere nella mente, se siete al mare buon per voi, divertitevi, ma tornate a Forlì’ nella serata perché alle ore 20,30 presso il BookStore Mondadori di C.so della Repubblica presenterò il mio libro dal titolo “Il mistero della tazza da te’ “, un mistery che racconta le vicende di Amelia, foodblogger, moglie, mamma, nonna che possiede un dono, quello di riuscire a comunicare con le persone che sono passate a ‘miglior vita’ e che hanno bisogno e vogliono aiutare qualcuno che ancora vive sulla terra. Amelia fa loro da tramite con quei segnali che le ‘anime’ le inviano. Continue Reading…

Confort food, Cose salate, Low cost (a basso costo), Pensieri liberi, spuntini brunch picnic, Stuzzichini e finger food, Verdura

Il fagiolo “Tondino del Tavo” eccellenza tutta italiana

18 novembre 2016

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L’Onu ha decretato il 2016 anno internazionale dei legumi. Una scelta fatta per dare il giusto valore a questo alimento, sostenibile per l’ambiente e alla base di tutte le diete delle popolazioni più longeve del mondo.
Fagioli, lenticchie, ceci, fave, piselli, cicerchie, lupini: sono tutti legumi che dovrebbero essere nei nostri piatti, più volte alla settimana. Poveri di grassi e ricchi di fibre, sono una buona fonte di proteine vegetali e abbinati ai cereali, come nel caso della pasta e fagioli, riso e lenticchie, pasta e ceci, raggiungono una composizione di aminoacidi essenziali paragonabile a quella della carne. Ma, a differenza di quest’ultima, i legumi sono più sostenibili dal punto di vista ambientale perché necessitano di meno risorse naturali per crescere.
Oggi, vi voglio lasciare, non con una ricetta, perché sarebbe molto banale insegnarvi a fare una bruschetta con i fagioli, ma voglio parlarvi di un tipo di fagioli che anch’io non conoscevo.

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Sono i fagioli Tondino del Tavo di Loreto Aprutino, una delle eccellenza agroalimentari abruzzesi, ha l’obiettivo del riconoscimento Dop.
Il Tondino del Tavo nasce solo nei terreni della vallata del fiume Tavo, dove si trova l’unico habitat per la sua crescita.
La superficie esterna, la pellicola che lo avvolge una volta fuori dal baccello, é sottilissima, la forma è tondeggiante e il colore candido. Ha inoltre la caratteristica di non dare aerofagia.

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E’ ancora una volta  il Pastificio Verrigni che  dà supporto a questo progetto che valorizza il made in Italy autentico, la nostra salute ed il chilometro zero”.

Ed è per questo che, quando un prodotto è sano, basta pochissimo per valorizzarlo. Pane, olio, pomodoro e questi fagioli.

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Pensieri liberi

“Un assaggio di te” e l’intervista alla scrittrice Angela Serra Giulianini

22 marzo 2016

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Oggi scriverò di un libro, o meglio, un ebook della scrittrice romagnola Angela Serra Giulianini: “Un assaggio di te”, il primo della serie Taste&Love.

Un libro che che si legge tutto d’un fiato, una coccola dopo una giornata di lavoro, per sognare a occhi aperti e per estraniarsi per qualche ora dalla realtà.
Chi non si è mai immedesimato tra le righe di un libro? Io lo faccio sempre quando un libro che sto leggendo mi piace, e qui, in “Un assaggio di te“, lo faccio ancora di più perché io sono una delle protagoniste di questa serie.  🙂
Eh si! Perché la scrittrice  si è ispirata proprio a me, alla mia passione per la cucina, al paesino dove vivo, tra le colline romagnole, all’amicizia e all’amore.
Due amiche con la passione per il buon cibo, la voglia di creare qualcosa di speciale per loro stesse e per gli altri. A volte però un bel sogno che si avvera porta anche delle inaspettate sorprese! 😉
Curiosi? Beh, non dovete fare altro che scaricare l’ebook da Amazon, al costo di sole 0,99 euro.

Tra le pagine dell’ebook, troverete anche alcune ricette, sia mie che della scrittrice.

Un’estratto dell’ebook
Due amiche per la pelle, Meris e Amanda, fondano, in un paesino sulle colline romagnole, un’accademia di cucina. Per pubblicizzarla vengono invitati quattro giovani chef, i quali terranno dei brevi corsi culinari.
Meris, abile cuoca col bernoccolo per gli affari, ha pensato bene di scovare degli chef non solo giovani, ma dotati di fascino e prestanza fisica. Il primo affollato corso è tenuto da Massimiliano Fabbri, proprietario di un noto locale a Milano Marittima specializzato in finger food.
La professionalità, la bellezza e la simpatia del giovane chef attirano molte donne, ma lui pare avere occhi solo per Amanda.
Massimiliano, detto Max, è delicato nei suoi approcci, ma la ragazza ha paura di soffrire e cerca di tirarsi indietro.
Quando sembra che Amanda stia cominciando a fidarsi del giovane chef, gli eventi della vita li travolgono e li allontanano. Ci sarà un lieto fine per Max e Amanda?

cucina angelaIo, curiosa di natura, non potevo non fare un’intervista ad Angela Serra Giulianini, eccola qui.

Arrivo a casa di Angela un po’ trafelata, la mia auto, la mitica due cavalli gialla, fa uno strano rumore, dovrei portarla dal meccanico ma ormai lo so, la terrò così fino a ché lei stessa si stancherà e mi lascerà a piedi per dispetto!
Suono il campanello e la porta viene aperta da un bell’uomo con un sorriso che cattura. Mi chiedo se sarà il marito di Angela, ma certo, chi altrimenti!
Mi saluta stringendomi la mano “Ciao, tu devi essere Meris, io sono Sauro, il marito di Angela,  entra, Angela sta lottando con il camino!”
Io sono un po’ emozionata ed al mio solito anche imbranata. Mi cade la borsa a terra. Ecco, ho fatto la prima figuraccia.
Sauro sorride, raccoglie la borsa  e me la porge. Penso che questa scrittrice sa scegliere gli uomini, Sauro ha uno sguardo magnetico.
Riesco a superare la soglia ed entrare nella grande sala senza più incidenti.
Angela viene verso di me e mi abbraccia. Ha qualcosa di materno, la sento rassicurante e subito mi tranquillizzo.
Ci accomodiamo sul divano della grande sala, ampia e luminosa, dove un grande camino padroneggia scoppiettante. Sul tavolino ci sono alcuni dolcetti fatti da lei, Angela è una brava cuoca.
Dalla borsa prendo il mio fedele registratore, mi metto a mio agio e l’intervista ha inizio.

  • Angela, perché scrivi?
    Scrivo perché l’ho fatto sin da piccola, perché mi è sempre piaciuto e mi ha sempre permesso di esprimere le mie emozioni e la mia fantasia.
  • Cosa, inizialmente ti ha ispirato a diventare scrittrice?
    La disoccupazione. In qualche modo volevo impiegare il tempo che avevo a disposizione, così ho ripreso in mano un hobby che avevo accantonato ormai da tempo. Non è stato facile tornare a scrivere, ero un po’ arrugginita. Mi hanno fatto da cavie le mie sorelle e alcune amiche. Le ringrazio di cuore per essersi sacrificate.
  • Cosa ti ha spinto a scrivere questo ultimo libro?
    Da una parte, sono stata spinta dal mio amore per la cucina, dall’altra dalla voglia di riuscire a terminare almeno uno dei mille progetti che avevo lasciato a metà.
    Comunque, alla base c’è il mio amore per il cibo e la convinzione dell’esistenza di un profondo legame tra amore e cibo.
    Poi, in TV ci propongono tutta una pletora di chef pieni di loro stessi che, se non tirano piatti o scaraventano sottoposti nelle pattumiere, sembra che non valgano tutte le stelle che sbandierano.
    Insomma, avevo voglia di raccontare di chef professionali, appassionati del loro lavoro, umani e, perché no, anche sexy!
  • Se tu fossi un critico e dovessi recensire i tuoi libri, quali altri scrittori prenderesti come esempio che si avvicinano al tuo modo di scrivere?
    Oddio, se fossi un critico non mi considererei neppure!
    Ogni tanto su Amazon lascio brevi recensioni dei libri delle mie colleghe, ma farlo bene è un mestiere difficile, preferisco farlo fare a chi è più bravo di me.
    Non prendo nessun scrittore come esempio, ho le mie preferenze nelle letture, ma nella scrittura tendo a cercare di sviluppare un mio stile personale senza ispirarmi a nessuno in particolare.
  • Hai un posto preferito per scrivere?
    In soggiorno, davanti al computer, silenzio e, possibilmente, nessuno che mi rompe le scatole.
  • Hai mai avuto il blocco dello scrittore? E se si, come lo curi?
    Sono convinta che neppure l’autore più prolifico sia immune al blocco dello scrittore. Capitano quei momenti in cui ti senti arido e vuoto, basta non farne una malattia.
    Io, quando vedo che la pagina rimane bianca, dopo un po’ lascio perdere e faccio altro, leggo, cucino, ascolto musica, faccio delle ricerche su internet. Piano piano la vena torna da sé.
  • È innegabile che tu hai una padronanza nello descrivere cose, luoghi e persone che non è da tutti, pensi sia un dono? Oppure hai dovuto studiare tecniche ecc…?
    Immagino sia un dono, molti miei lettori me lo fanno notare, per cui, comincio a pensare che sia una mia peculiarità.
    Mi piace che le mie descrizioni riescano a coinvolgere il lettore, che si senta dentro la storia e il luogo, perché è quello che io per prima cerco in un romanzo.
    Non ho frequentato corsi di scrittura creativa, penso che la migliore scuola sia leggere tanto e di tutto.
  • Molte mie amiche che hanno letto il tuo ultimo libro “Un assaggio di te”, mi hanno chiesto se i 4 personaggi maschili esistono veramente, dove vivono esattamente e se è vero che sono single? Se invece sono di fantasia, dove trovi l’ispirazione?
    Diciamo che ho preso un po’ di ispirazione da 3 chef realmente esistenti. In Max Fabbri c’è qualcosa dello chef australiano Curtis Stone, in Gabriele Ricci (il protagonista del prossimo romanzo della serie) è possibile trovare qualche traccia del top chef statunitense Sam Talbot, idem per quanto riguarda Angelo De Laurentis, ispiratomi da un altro Top chef statunitense, Angelo Sosa. L’unico che non mi è stato ispirato da uno chef realmente esistente è Takeshi Kimura, visto che assomiglia moltissimo all’attore giapponese Takeshi Kaneshiro.
    La costruzione di un personaggio implica almeno un minimo di ricerca, sia dal punto di vista estetico che psicologico, anche perché mi piacciono protagonisti maschili normali, vicini alla realtà, non super uomini. Non puoi descrivere un personaggio e raccontare la sua storia se non hai ben presente come è e cosa vuole. Più hai le idee chiare e meglio ti riesce. E, a volte, capita che tu stessa te ne innamori.
  • Il tuo ultimo lavoro è incentrato non solo sull’amore ma anche sul gusto. Connubio: cibo/amore. A te piace più mangiare o cucinare?
    Mi piace sia mangiare che cucinare, ma soprattutto mi piace sperimentare. Un cibo, oltre che nutrire il mio stomaco, deve nutrire la mia curiosità. Per quanto mi riguarda il binomio sesso -cibo è inscindibile, se un uomo mi vuole conquistare deve incuriosire le mie papille gustative.
  • Quali tre scrittori, viventi o defunti, inviteresti a cena? Perché? Cosa gli offriresti?
    Forse parrà strano, visto i romanzi che scrivo, ma i miei generi preferiti sono fantascienza e fantasy, per cui direi che mi piacerebbe invitare a cena George R.R. Martin (autore di Game of Thrones), Isaac Asimov (padre del genere fantascientifico) e Diana Gabaldon (creatrice della saga Outlander). Inviterei Martin per torturarlo e  fargli confessare come finirà la sua saga fantasy, Asimov per fargli tante domande su come si fa a scrivere fantascienza e risultare credibili, la Gabaldon per chiederle come fa a mantenere così bene incollata alle pagine l’attenzione del lettore.
    Per quanto riguarda la cena, a George cucinerei crostini al paté di fegato, fiorentina alle brace e tortino di patate, sono sicura che gradirebbe, soprattutto innaffiando il tutto con una generosa quantità di sangiovese. Per il defunto Isaac preparerei spaghetti alle vongole veraci, spiedini di pesce gratinati e radicchio con gamberetti lessati. Alla cara Diana crema di patate e porri, saltimbocca alla romana e cavolfiore gratinato.
  • Qual è l’aspetto migliore nell’essere uno scrittore? E cosa ti piace di più.
    L’aspetto migliore credo che sia la libertà di creare nuovi universi, scavare nei sentimenti e sentirsi ogni tanto un “piccolo dio” che manovra persone e destini.
    Dello scrivere penso che mi piaccia di più fare ricerche, scovare i luoghi che serviranno da scenari per le storie, inventare un personaggio partendo da un’impressione, da un desiderio, da un sogno. Però, mi piace tanto anche il senso di estraniamento che si prova quando ci si immerge totalmente nell’universo che si sta creando, praticamente si vive una vita parallela.
  • Una buona abitudine che hai, come scrittrice, e che vorresti continuare a coltivare?
    Mi piacerebbe mantenere la testardaggine di portare avanti un progetto fino in fondo, solitamente sono una con poca costanza, tranne che nello scrivere. Sì, vorrei mantenere la buona abitudine di organizzarmi, fare schemi, darmi dei tempi e, a meno che l’ispirazione non latiti, rispettarli.
  • Una cattiva abitudine che hai, come scrittrice, e vorresti perdere?
    La cattiva abitudine è la sedentarietà. Purtroppo si scrive seduti e se hai la fortuna di entrare nel “tunnel ispiratorio”, ci puoi stare anche per parecchie ore. Ecco, questo, sommato all’amore per il cibo, diventa estremamente deleterio per la salute.
  • Quale libro di un altro autore vorresti avere scritto?
    Mi sarebbe piaciuto essere l’ideatore della storia narrata nel film “La casa sul lago del tempo” con Keanu Reeves e Sandra Bullock. Originale e romantica senza essere stucchevole.
  • Cosa dicono in casa tua di questa passione che hai?
    Mio marito è il maggiore sostenitore, è lui che mi sprona a continuare e a migliorare, mia madre è una delle mie più accanite lettrici. Tutta la mia famiglia mi riconosce di avere un dono e vuole che io lo sviluppi.
    Faccio più fatica a farmi apprezzare dalle amicizie, infatti, il mio più grande cruccio è che la mia passione per la scrittura ha allontanato da me delle persone che credevo veramente amiche, ma quando ti rendi conto che se parli di ciò che stai scrivendo o di quello che hai pubblicato vieni ascoltato con sufficienza o peggio ignorato, allora capisci che quelle persone non ti amano e non ti apprezzano per quello che sei. Per me, scrivere è importante quasi quanto respirare, e non posso essere diversa da quello che sono.
  • Quando sarà l’uscita del prossimo libro della serie Taste&Love?
    Uhm… dipende dall’ispirazione, speriamo che continui a presentarsi tutti giorni. Comunque, credo che ci vorranno un paio di mesi.
  • Grazie Angela per questo bel pomeriggio, e grazie per questi meravigliosi dolcetti.
    Ma figurati, grazie a te per il tempo che mi hai dedicato.

Ci salutiamo, saluto Sauro e mi avvio alla mia auto, sperando che parta!

Altri lavori di Angela Serra Giulianini potete trovarli qui 

 

Colazione e merenda, Pensieri liberi, Teatime

Il personaggio del giorno sono proprio io! Sul “Resto del Carlino”. Per festeggiare ecco una crostata rustica di susine nere

9 agosto 2015

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Credo di essere nata con un cucchiaio in mano io! Da quando cominciano i ricordi mi vedo sempre in cucina, impasto, mescolo, frullo, assaggio, modifico ricette, studio, invento, scopro abbinamenti nuovi, alcune volte vengono bene (molte volte), altre volte vengono meno bene. Non sono una cuoca, non sono una chef, sono semplicemente una persona che si rilassa cucinando, ho un pò di inventiva e questo non guasta, mi piace scrivere, mi piace immortalare i momenti migliori e quelli gustosi della vita. Per questo ho aperto la finestra della mia cucina sul mondo creando il mio blog, condividendo i miei esperimenti con il mondo, fondando dal nulla la rivista online Taste&More, aprendo l’Home Restaurant Alfred” e,  grazie alle “Bloggalline” e grazie ad “Ifood”, oggi sono “Il personaggio del giorno” sul quotidiano “Il Resto del Carlino”.
Grazie alla giornalista Milena Montefiori  che ha reso l’intervista piacevole e, grazie alla sua professionalità, ha messo insieme tutti i pezzi come un perfetto puzzle, grazie al fotografo del Resto del Carlino, Riccardo Fantini che non so come abbia fatto a farmi sembrare bella, ero uscita dal lavoro da poco ed ero abbastanza distrutta, insomma dico a voi GRAZIE per esservi interessati a me.

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 Io di solito sminuisco sempre tutto quello che mi riguarda, ma questa volta voglio godere di questo momento di “celebrità”!

Sono felice e orgogliosa di me stessa!

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Questa mattina abbiamo festeggiato con una crostata rustica di susine nere, senza burro e senza uova, con un solo cucchiaio di zucchero.

Ingredienti per uno stampo da 18 cm
per la pasta
150 g di farina 00
100 g di farina integrale
1 pizzico di sale fino
un cucchiaino di lievito per dolci
1 cucchiaio di zucchero di canna
100 ml di olio di semi di soia
100 ml di acqua fredda

per il ripieno
5 susine nere
5 cucchiai di marmellata di qualunque specie
75 g di mandorle pelate

Procedimento
Mettete tutti gli ingredienti secchi nel robot da cucina. Frullate per due minuti. Aggiungete l’olio, l’acqua e continuate a frullare finché tutti gli ingredienti siano amalgamati tra di loro.
Rovesciate l’impasto sulla spianatoia, non pensiate di trovarvi tra le mani un impasto omogeneo, sarà tutto briciole. Deve essere così! Con il mattarello stendete l’impasto, mettetelo nella tortiera ricoperta da carta forno e sistematela con le mani,. Si romperà ma voi non fateci caso, aggiustatela con le dita. Stendete sul fondo dell’impasto la marmellata, quindi le susine lavate, tagliate a metà senza nocciolo. Pennellate ancora con la marmellata e, negli spazi vuoti, ricoprite con le mandorle precedentemente tritate.
Infornate in forno caldo a 180°C per un’ora.

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Baci baci baci a tutti, a presto qui nel blog

 

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Dopo la presentazione del libro “Il gusto della terra” presso la libreria Mondadori di Forlì in data 29 luglio, tanti mi avete scritto. Prometto che risponderò a tutti. Grazie ancora

 

CONSIGLIA Insalata con caprino e noci