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Dip spread salse

Cose salate, Dip spread salse, Formaggi, Formaggi freschi, Low cost (a basso costo), senza categoria, spuntini brunch picnic, Stuzzichini e finger food

#IFoodinstore fa tappa a Carpi ed io vi presento la Crema di ceci con formaggio Raviggiolo, profumata di zenzero e lime

28 marzo 2017

Un bellissimo pomeriggio trascorso allo Store Scavolini di Carpi in provincia di Modena insieme a Claudia Casadio.
Bellissime cucine, direi il top, bella gente, tanti interessata sia alle cucine che ai nostri manicaretti.
Soddisfazione tanta!

Tante persone sono venute a salutarci, a chiedere informazioni su #ifoodit , su di noi, sui libri.

La mia ricetta, per l’occasione, è stata una crema di ceci con l’aggiunta del formaggio Raviggiolo, lime e zenzero. Il formaggio Raviggiolo è tipico delle regioni Romagna/Toscana. E’ un formaggio semplice si può tranquillamente  fare in casa, con pochi ingredienti.

 

La signora che è stata la mia aiutante, qui sta raccogliendo la cagliata che poi diventerà formaggio.

Ingredienti per 10 bicchierini

250 g di ceci già cotti e scolati
100 g di formaggio Raviggiolo (per chi si volesse cimentare nel farlo in casa, la ricetta la trovate qui)
1 cucchiaino di olio extravergine di oliva
la buccia di un lime grattugiata
1 cm circa di zenzero fresco
verdure crude oppure
sale q.b.

Procedimento
Frullate i ceci insieme all’olio e al formaggio Raviggiolo. Grattugiate il lime e lo zenzero spellato. Mescolate bene. Aggiungete il sale, assaggiate.
Aiutandovi con una tasca da pasticcere riempite i bicchierini, aggiungete alla fine le verdure colorate (peperoni e zucchine, appena scottati), oppure potete mettere i germogli misti che danno un tocco di freschezza.

Il mio consiglio – Preparate la crema di ceci la sera prima. Questo fa si che tutti gli ingredienti si amalgamino bene tra di loro e la vostra crema sarà molto più buona. Prima di servire aggiungete sul momento i germogli o le verdure.

Grazie #scavolini, grazie #scavolinistorecarpi grazie #ifoodinstore

Cose salate, Dip spread salse, Primi

Spaghetti alla chitarra con pesto di pomodorini arrostiti, zucchine e nocciole

18 luglio 2016

 

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E’ bastata una giornata di temporali perché l’aria diventasse fresca. Quel giorno allora ho pensato di accendere il forno. Ho cotto il pane di segale, una crostata e per finire una teglia piccolina di pomodorini che erano in frigorifero da un po’.
Pensando a come potere utilizzare quei pomodorini, mi è balenata in mente un’idea! Perché non fare un pesto? Detto fatto!

 

Ingredienti per 4 persone
320 g di spaghetti alla chitarra oppure altra pasta
15 pomodorini
1/2 zucchina fresca
40 g di Parmigiano Reggiano
5 cucchiai di olio extravergine d’oliva, più 2 per cuocere i pomodorini con un pizzico di sale e pepe
30 g di nocciole pelate e tostate (le trovate già pronte nelle bustine al supermercato)
1 spicchio d’aglio
5 foglie di basilico

Procedimento
Accendete il forno a 200°C; lavate ed asciugate i pomodorini, tagliateli a metà e adagiateli nella teglia  coperta con carta da forno, irrorate di olio, un pizzico di sale e pepe. Fateli cuocere in forno per 30 minuti circa, controllate perché, come sapete, tutti i forni non cuociono alla stessa maniera.
Nel frattempo, nel frullatore mettete l’aglio, le nocciole, l’olio e frullate. Aggiungete il Parmigiano Reggiano,il basilico, la zucchina che prima avrete grattugiato con i fori grandi della grattugia, Per ultimo mettete i pomodorini arrostiti. Frullate bene tutto.
Cuocete la pasta e scolatela tenendo da parte un po’ di acqua di cottura. Condite con il pesto e, se serve, aggiungete un pochino di acqua.
Impiattate e, se volete, potete sbriciolare sopra alla pasta un po’ di Feta.

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Vi faccio una confidenza. Lo chef Gabriele Ricci è stato molto soddisfatto di questa mia ricetta, si leccava “i baffi”. Chi è lo chef Gabriele Ricci? Leggete questo romanzo e lo saprete, parla di come io sono riuscita ad accalappiare  lo chef più figo del mondo, grazie alla meravigliosa fantasia della scrittrice Angela Serra Giulianini. 

 

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Cose salate, Cucino e poi regalo, Dip spread salse, Formaggi freschi

Composta di cipolle di Tropea e porri

26 giugno 2015

IMG_8849Immaginatevi una sera d’estate in cui la voglia di mangiare non è proprio …fame, ma più che altro si desidera “spizzicare” svogliatamente. Capita vero?
Allora non dovete fare altro che mettere sul tavolo una certa quantità di formaggi, se leggeri e freschi meglio, con il caldo i formaggi molto saporiti fanno venire tanta sete. Se poi volete preparare la ricotta da soli ancora meglio, la ricetta la trovate qui, pane croccante, verdure fresche, acqua e bibite non gasate belle ghiacciate  e la composta di cipolle di Tropea e porri. Ci credete che è una gran buona composta?

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Ingredienti
300 g di cipolle di Tropea al netto degli scarti
150 g di porri al netto degli scarti
3 cucchiai di zucchero di canna integrale
3 cucchiai di aceto balsamico
3 cucchiai di acqua
2 cucchiai di olio evo
1 cucchiaino di peperoncino
1 pizzico di sale

Procedimento
Lavate le cipolle e pelatele. Tagliatele a rondelle abbastanza sottili. Fate altrettanto con i porri prelevando solo la parte bianca mentre la parte verde la userete per fare brodo di verdure oppure la frittata.
In una padella riscaldate l’olio, mettete la cipolla ed il porro e il pizzico di sale, lasciate appassire. Non deve rosolare mi raccomando. Aggiungete l’acqua e mescolate. Mettete lo zucchero e fate caramellare mescolando spesso, poi l’aceto e fate evaporare. A fine cottura mettete il peperoncino. Si conserva in frigorifero per un mese ma sicuramente sarà finito prima!

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IMG_8852Saluti a tutti

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Dip spread salse, Secondi

Il gallo che non voleva entrare nel forno della stufa a legna. Verdure e dip alla papya

15 giugno 2015

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L’estate è arrivata portando  con sé profumi e ricordi.
Quando ero piccola, in età scolare, trascorrevo sempre un mese dai miei nonni nella loro grande casa in campagna dove abitavano insieme alla nonna “bisa”, ad un fratello del nonno con la moglie ed un altro fratello che non si era mai sposato.
La casa era molto grande e c’era addirittura una stanza adibita alla maturazione dei formaggi che si trovava al piano superiore dove c’erano le camere da letto. Io mi addormentavo con il profumo dei formaggi nelle narici,  sarà per questo che mi piacciono tanto?
I nonni coltivavano la terra, c’era una stalla con mucche e vitelli, avevano le galline, i tacchini ed i conigli. Il mio compito era quello di andare nel fienile alla ricerca delle uova che le galline lasciavano durante il giorno, era come giocare alla “caccia al tesoro” e, una volta al giorno, di solito la sera, girare tutti i formaggi.
Una volta alla settimana facevo il bagno dentro alla mastella, nella grande capanna, ricordo ancora i profumi del legno misto ad erba.
L'”azdora” finché ha potuto, era la nonna bisa. Io me la ricordo come una donnona grande e robusta ma, se la vedessi ora chissà, forse non era neppure tanto grande, i miei occhi di bambina allora la vedevano così.
Gli uomini si alzavano presto al mattino, facevano un’abbondante colazione a base di uova, cipolla, pane e vino poi si avviavano al lavoro nei campi. Le donne, la nonna e sua cognata, dopo avere riordinato la casa, li raggiungevano.
Allora rimanevamo in casa io la la nonna “bisa” che, dopo avere letto tutto il giornale, si metteva a cucinare.
Quel giorno disse “Vieni con me, oggi dobbiamo ammazzare il gallo, aiutami a prenderlo”!
Forse qualcuno storcerà il naso ma all’epoca era una consuetudine mangiare gli animali del cortile, li tenevano proprio per questo, allevarli per poi mangiarli, era del tutto normale. Se ci penso rido ancora. Io e la nonna “bisa” che correvamo dietro a questo povero gallo che correva dappertutto per cercare la salvezza. Vi risparmio il resto. Vi dico solo che, a parte qualche pausa per ovvi motivi, continuammo a correre per l’aia, io la nonna “bisa” ed il gallo per ore finché non arrivò il nonno e allora, per il povero animale non ci fu scampo!
Dopo qualche giorno il gallo era in tavola, bello, caldo, saporito, con un bel contorno di patate.Tutto cotto nel forno della stufa a legna.

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Da allora cucino il gallo ogni tanto, in modi diversi, ma ogni volta mi viene in mente questo ricordo e rido da sola.

Gallo arrosto con peperoni e melanzane condite con dip alla Papaya

Ingredienti per 4 persone
1 gallo bello grosso
2 peperoni
2 melanzane
sale, pepe, rosmarino, aglio, olio evo q.b.
Per il dip
mezza papaya
un vasetto di yogurt al naturale
il succo di un lime
1 cucchiaino di peperoncino in polvere
1 cucchiaio di olio evo

Procedimento
Lavate il gallo, asciugatelo e, se serve, fiammeggiatelo sulla fiamma per togliere eventuali peli. Fate una salsina con olio evo, sale e pepe. Pennellate il gallo abbondantemente. Al suo interno mettete aglio e rosmarino.
Cuocetelo in forno già caldo prima a 200°C per circa 20 minuti rigirandolo dopo 10 minuti. Poi abbassate a 180°C e continuate la cottura per un’ora e mezza, girandolo almeno due volte. Se si dovesse colorare troppo mettete la carta forno sopra di esso.
Nel frattempo lavate melanzane e peperoni, avvolgeteli nella carta stagnola e mettete in forno fino a cottura. Saranno cotti quando sentirete che diventano morbidi.
Preparate il dip tagliando la papaya, togliete i semi e la buccia, tagliatene metà a pezzetti, mettete nel robot da cucina insieme allo yogurt e tutto il resto. frullate bene.
Tagliate le verdure grossolanamente, togliete i semi e le parti non commestibili, tagliate anche l’altra parte della papaya, mettete tutto in una ciotola e condite con il dip.
Abbrustolite le fette di pane e buon appetito!

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IMG_8778Abbracci e baci caldi e salati come l’acqua del mare

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