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Plumcake al cedro e senza burro

28 aprile 2017

Tutti gli anni il 1° maggio, a Forlì, (piazza Morgagni, via Biondo Flavio, via Mercuriali e in un tratto di corso della Repubblica) dalle ore 7,00 alle 20,00, si festeggia San Pellegrino con la Sagra dei Cedri, il frutto che per le proprietà farmacologiche è diventato il simbolo del santo, venerato per le sue virtù terapeutiche. Durante la giornata è possibile acquistare i cedri nelle bancarelle allestite in prossimità della Basilica di Santa Maria dei Servi dedicata al Santo. Sono inoltre allestiti nelle vie adiacenti stand di oggettistica varia e gastronomia.

Una Festa che è anche un binomio tra religione cattolica e gastronomica. La Sagra del Cedro si affianca infatti alla fiera di San Pellegrino, co-patrono della città forlivese, dato che il Santo alleviava i dolori degli ammalati con le virtù di questo agrume. Sul Cedro si hanno antiche testimonianze: originario dell’India, arriva in Italia dalla Persia probabilmente intorno al III sec. a.C. e viene coltivato nelle regioni più calde del Bel Paese, ovvero la Campania, la Sicilia e la Calabria, dove il clima caldo e soleggiato ne permette una crescita rigogliosa. Ricco di vitamine e sali minerali quali il potassio, acido citrico e flavonoidi, stimola il buon funzionamento del fegato e abbassa il colesterolo. Contiene degli antibiotici naturali, perfetti per prevenire influenze e raffreddori. La polpa, detta albedo, racchiude la naringenina, capace di ostacolare virus anche molto aggressivi. Combatte i radicali liberi e pare rafforzi le difese immunitarie grazie alla grande quantità di vitamine ad azione antiossidante. Per festeggiare San Pellegrino, proclamato protettore dei malati di cancro, anche quest’anno, in prossimità dell’omonima chiesa, conosciuta anche come chiesa dei Servi di Maria, verranno allestite in strada le bancarelle. A Piramide, a canestri, o ammonticchiati gli agrumi dalla tipica nota verde acidula pervaderanno con la loro fragranza il sagrato della chiesa. Sarà inoltre organizzata, nel pomeriggio, la degustazione di prodotti tipici oltre che del prelibato frutto.

Fin da piccola, è tradizione nella mia famiglia, mangiare i cedri dopo il pasto della sera.
Si lava bene il frutto, poi si taglia a fettine molto sottili, si cosparge di zucchero e si lascia così per un’oretta in modo che lo zucchero penetri nelle fette del frutto.
Il gusto è un poco aspro ma meno del limone.

Oggi ho preparato un plumcake con il cedro, ideale da mangiare per colazione oppure anche per merenda.
Leggero perché senza burro, con acqua, olio e il succo di questo frutto.

 

Ingredienti
200 g di farina 00
150 g di zucchero di canna integrale
2 uova
70 ml di acqua
65 ml di olio di semi di soia
60 ml di succo di cedro
scorza di 2 cedri
1 bustina di lievito per dolci
zucchero a velo q.b.

Procedimento
Rompete le uova dentro ad un recipiente largo dove metterete anche lo zucchero; azionate le fruste elettriche fino a formare un composto spumoso ed aerato.
A questo punto aggiungete tutti gli ingredienti liquidi: acqua, olio,succo di cedro.
Mescolate ancora, potete usare le fruste elettriche.
Quando tutti gli ingredienti si saranno mescolati bene tra di loro, grattugiate la scorza di due cedri. Mettete la farina ed il lievito setacciati.
Amalgamate tutto bene.
In uno stampo da plumcake imburrato e infarinato, versate tutto l’impasto.
Cuocete in forno preriscaldato a 180°C per 40 minuti.
Vale sempre però la prova stecchino: se contiene tracce di impasto significa che il dolce dovrà cuocere ancora per qualche altro minuto, mentre se è perfettamente asciutto è segno che vostro dolce può essere sfornato.

Quando sarà freddo spolverizzatelo di zucchero a velo.

 

 

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2 Comments

  • Reply saltandoinpadella 28 aprile 2017 at 12:13

    Anche in casa mia cìè sempre stata la tradizione dei cedri per San Pellegrino. Adoravo questa festa, adoravo le bancarelle così colorate di giallo. Io li mangio addirittura al naturale ma con lo zucchero effettivamente sono più buoni. E poi fanno il sughetto 🙂 mamma mia quanto pane ho mangiato negli anni con quel sughetto!!

    • Reply carpi meris 28 aprile 2017 at 15:31

      E’ vero! Avevo dimenticato quanto pane “immergevo” nel sughetto del cedro! Che buono!

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